E’ trascorsa qualche settimana da quando abbiamo cenato alla Trattoria del Pesce e a dire il vero nessun irrefrenabile desiderio ci ha spinto a scriverne repentinamente. E’ prevalsa la voglia di ragionarci un po’ su… Ed ecco ora il quadro.
Le aspettative erano evidentemente alte, complici le ottime recensioni sparse nel web già a ridosso dell’apertura a fine 2011, e ancora il tutto esaurito di diverse serate tentative che ha fatto allungare l’attesa per la visita. Certo quando si parte così la strada è senza dubbio in salita!
Il primo pensiero rimasto in testa dopo la serata? Una serie di connubi di parole dai sensi contrapposti della specie “Odi et Amo”, “Luci e Ombre” and so on. E sapete perchè? Perchè se da una parte la osanni per tutta una serie di cose, dall’altro al contrario non svieni per tutt’altra sequenza di motivi. Ti chiedi come sia possibile, eppure succede. Ti dici allora che forse l’allenamento porterà consiglio.
Vediamole allora tutte queste cose che nella media dei fatti – alla fine – ci spingono comunque a parlarne e a consigliarlo, non fosse altro per la filosofia che chiaramente si respira.

Prima le buone notizie.

Locale nuovo di zecca con ingresso su via Folco Portinari quasi di fronte all’ Antica Schiacciata Romana. Arredi sobri in legno, distribuiti sull’unica sala. Tutto è lindo e ordinato: le tovaglie a quadretti ricordano che sei in trattoria.
Servizio accuratissimo, decisamente su rispetto a quello che trovi in posti simili nel “nome”. Federico Circiello (uno dei due fratelli a cui si deve il progetto) coordina la sala e il personale che resta continuamente attento, veloce e gentile.
L’offerta. Exceed expectations l’olio della Sabina che servono a inizio pasto – in abbinamento con sale delle Hawaii – per degustarlo intingendoci del fragrante pane; come pure la selezione di zuccheri in provette per addolcire il caffè stavolta alla fine.

Si distinguono per sapore alcuni antipasti caldi, le bruschettine e la parmigiana di pesce azzurro…

…come pure i primi piatti. Da quelli del giorno tonnarelli con tonnetto di Ponza e capperi (leggermente dominanti questi ultimi) e dalla carta le linguine ai gamberi rossi con limone di Amalfi.


E ora le “ombre”.
Visto che di cibo parlavamo, proseguiamo con questo. Ci hanno lasciato decisamente perplessi i crudi serviti sul carrellino. Per carità presentazione impeccabile (ci ha ricordato l’alzatina di Adriano Baldassarre quando era alla Sibilla) ma le materie non ci hanno convinto. Per dirla con un paio di parole: poco incisive. E nei crudi se togli “colore” al sapore delle materie resta poco…

Stessa storia per i secondi provati: la grigliata mista e il calamaro in solitaria (anche se meglio della grigliata).

Non lasciano il segno nemmeno il semifreddo di pistacchi e un sorbetto con cui abbiamo chiuso la cena.

A questo aggiungici un frastuono di fondo che disturba: si d’accordo è tipico di una trattoria, ma qui molto giocano a esserlo nella forma più che nella sostanza e quindi la cosa un po’ spiazza.

Il prezzo invece colpisce in positivo (innegabile!): a conti fatti con 30-35 euro a persona  fai un pasto di pesce vino incluso e in città non è nè banale nè facile.
Fiduciosi che le ombre vedano raggi di luce, posti così non possono che far bene…

Le nostre pagelle:

  • Ospitalità 8
  • Ambiente 7
  • Mescita 7 (include selezione di vini naturali)
  • Cibo 6
    • Antipasti 5
    • Primi 6,5
    • Secondi 6
    • Contorni non provati
    • Dolci 5,5
    • Pane 6,5

Prezzo:

  • Cena: 35€

In breve:
♥ Un po’ di mare a Monteverde…

Informazioni pratiche:
Sito web: http://www.trattoriadelpesce.it/
Indirizzo: via Folco Portinari 27, 00151 Roma (come arrivare)
Orario: pranzo e cena (chiuso il lunedì)
Tel. 06.95945393

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