Tag: john regefalk

“Metti un sabato mattina con i capolavori di Roy Caceres e Galleria Borghese”: i tratti di un’esperienza!

Un’esperienza? Si un’esperienza perché tale è stata per noi e tale – ci sentiamo di dire – è stata dai più commentata. I tratti? Si qui solo brevi tratti per non consumarne i momenti nelle nostre memorie. Si si avete intuito bene:  oltre a Simona e Flaminia che per Tavole hanno condotto i gruppi c’eravamo anche noi! Ora qualcuno si starà repentinamente chiedendo “…e l’anonimato?!”. Ovvio resta un principio sacro e inflessibile, ma con Cristina Bowerman prima e con Roy Caceres ora, non potevamo non prenderci un break “organizzativo”. Certo questi “capitani” non cambieranno servizio e dintorni né trattamento economico per il solo fatto di riconoscerci…Oltretutto avremmo perso quel contatto e quelle emozioni che di sicuro web e social non possono compensare: e in queste occasioni proprio non volevamo. Anonimato si dunque, ma non estensivamente estremo ecco…o meglio estremo su quelle fasce che più raccontiamo. Ma passiamo ai tratti, o forse meglio agli scatti in rigoroso ordine cronologico per fissare tutto, proprio tutto. Per ora istantanee e a breve anche in versione video. Torniamo però agli scatti. Si parte da un cielo affascinante seppur grigio e inevitabilmente invernale sopra Galleria Borghese… per poi farsi scaldare il cuore dagli eccezionali “ospiti” di Scipione Borghese, protagonisti centenari del Museo per finire – in un clima incredibilmente amichevole – ad essere catapultati in un vero e proprio viaggio di emozionanti memorie e sapori non facilmente replicabile. Compagni di “carrozza”: autentici appassionati –...

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Metamorfosi – la rivoluzione dei sensi

English version La serata trascorsa da Metamorfosi è stata una serata di domande. La prima. “Come può un posto così – si un posto così – non aver ricevuto nell’ultima “incoronazione” la stella Michelin?” Ecco, anche a distanza di qualche giorno da quella sera non abbiamo trovato una spiegazione che ci convincesse. L’unica parvenza di risposta semi-persuasiva è che “…è solo questione di tempo…” La seconda. “Ma perché abbiamo aspettato fino ad ora per mangiare qui? Perché non siamo venuti prima?” Ah si, altra bella domanda. E anche qui non abbiamo reperito una risposta plausibile. Un po’ fuorimano, e poi ne parlavano già in tanti (inflazionato prima ancora di nascere!), e comunque overbudget e quei pochi “stellati” che ci si può permettere vanno scelti col lanternino (si dice da queste parti). Vabbè tutte scuse, imperdonabile perdita di tempo. La terza. “Nel quartiere Parioli. Perché ha aperto proprio qui?!” (e sembra il gioco dei perché!). Beh ci sta che non abbia aperto proprio a Piazza Navona e dintorni, evviva la valorizzazione dei quartieri fuori centro storico. Certo perché proprio Parioli lo ignoriamo. Facciamola facile, sarà solo che qui i soldi girano più facilmente e magari hanno anche trovato i locali più adatti per valorizzare il progetto gastronomico. La quarta. “Può un posto essere al tempo stesso sofisticato e informale, international e radicato nella realtà locale, “caldo” e “freddo”?” Sulla carta un’impresa, nella pratica qui ti viene...

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Tavole Romane, tutto il Buono di Roma

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