Pipero al Rex – passato e futuro perfettamente fusi nel presente

Trascorrere qualche ora – a pranzo o a cena – da Pipero, Alessandro Pipero, al Rex è come far continuamente avanti e dietro tra passato e futuro. Si avete capito bene. Sa di passato l’Hotel Rex di via Torino in cui al piano terra è incastonato il ristorante. A respirar gli arredi, i tendaggi, l’atmosfera interna che tutto permea un passato relativamente recente, forse anni ’70-’80; di fine ‘800 o giù di lì l'”involucro”. Fascino decadente invece per atrio, corridoi e dintorni nella via verso le room. E sempre di passato sa quella raffinatezza classica con cui sono sistemati i 20 coperti scarsi nell’ambiente ristorante. Una piccola anticamera con bancone e poi ecco a destra aprirsi la sala allestita con sei tavoli ricoperti da tovaglie bianche e impreziositi da poltroncine bordeaux, più qualche pezzo da novanta che ne “firma” i toni: un camino in marmo, si direbbe d’epoca,  che in pancia custodisce liquori e distillati, due lampadari moderni e una foto – o forse un ritratto – a parete che ritrae il profilo di Pipero (eccolo), nero su bianco. Sa di futuro quanto esce dalla cucina, dalle mani del giovane chef Luciano Monosilio, dal percorso di ideazione chiaramente vissuto con Pipero, si di nuovo lui. Sa di futuro appunto nella ricerca che trapela dalle preparazioni, nell’accostamento e nella trasformazione delle materie, nella proposizione dei piatti in tavola. Che ne dite di un menu “al contrario” con...

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