Categoria: Q/P Sufficiente

Un nuovo Caffè Quirinetta

La posizione è invidiabile, a due passi contati da Fontana di Trevi, lo scenario pure, gomito a gomito con l’omonimo teatro. E così apre porte e affacci su strada un rinnovato Caffè Quirinetta. Giusto da qualche settimana. Quello che rimane in mente a colpo d’occhio è senza dubbio il locale. E voi starete già pensando che l’abito non fa,si insomma, non fa il monaco. Vero. Ma se poi pensi ai tanti nati tutti uguali dici pure “meno male che qualcuno ha ancora voglia di essere differente, di osare”. Due sale, una con bancone a vista, un’altra con tavolini di...

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Osteria Pistoia – ora anche a Porta Portese *Aggiornamento*

Aggiornamento dei precedenti Articoli (1, 2) che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche. Cosa c’è di nuovo? Era un tempo che volevamo ritornare sull’argomento Osteria Pistoia, e non tanto l’Osteria Pistoia nel cuore di Monteverde nuovo a ridosso del mercato di San Giovanni di Dio, nè tantomeno quella che ha fatto – qualche annetto fa – una breve apparizione in zona Flaminio nell’omonima Osteria cedendo poco dopo proprietà e gestione, bensì la nuova Osteria Pistoia, sorella diretta della prima e che da non molto ha aperto serranda nella via principale del celebre mercato di Porta Portese. Poi una cena qualche sabato fa con i cari amici romano-salentini che ci avevano accompagnato in una memorabile visita da Cesare al Casaletto. Ed ecco dunque l’occasione per poterne parlare. Ambiente, intenti e menu ricordano chiaramente la gemella monteverdina. Stessa aria da bistrot, stesse lavagne a parete a indicare l’offerta del giorno, stessi piatti di matrice chiaramente romana, come direbbe qualcuno con un “twist” e che spesso sa di mare. Giusto i colori degli arredi si distinguono, come pure un grande schermo a centro sala che proietta quanto avviene in cucina a mo’ di grande fratello. Ma veniamo all’offerta. Se da un lato la varietà conquista, dall’altro la qualità e la cura delle preparazioni – a nostro avviso altalenanti – spiazzano. E la cosa non ci ha stupito, in...

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Trattoria del Pesce – Odi et Amo

E’ trascorsa qualche settimana da quando abbiamo cenato alla Trattoria del Pesce e a dire il vero nessun irrefrenabile desiderio ci ha spinto a scriverne repentinamente. E’ prevalsa la voglia di ragionarci un po’ su… Ed ecco ora il quadro. Le aspettative erano evidentemente alte, complici le ottime recensioni sparse nel web già a ridosso dell’apertura a fine 2011, e ancora il tutto esaurito di diverse serate tentative che ha fatto allungare l’attesa per la visita. Certo quando si parte così la strada è senza dubbio in salita! Il primo pensiero rimasto in testa dopo la serata? Una serie di connubi di parole dai sensi contrapposti della specie “Odi et Amo”, “Luci e Ombre” and so on. E sapete perchè? Perchè se da una parte la osanni per tutta una serie di cose, dall’altro al contrario non svieni per tutt’altra sequenza di motivi. Ti chiedi come sia possibile, eppure succede. Ti dici allora che forse l’allenamento porterà consiglio. Vediamole allora tutte queste cose che nella media dei fatti – alla fine – ci spingono comunque a parlarne e a consigliarlo, non fosse altro per la filosofia che chiaramente si respira. Prima le buone notizie. Locale nuovo di zecca con ingresso su via Folco Portinari quasi di fronte all’ Antica Schiacciata Romana. Arredi sobri in legno, distribuiti sull’unica sala. Tutto è lindo e ordinato: le tovaglie a quadretti ricordano che sei in...

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Caffè Propaganda – un angolo di Parigi con vista Colosseo

Cosa è mai questa storia?! Giusto una storia nata di recente, che da qualche mese porta il nome di Caffè Propaganda. Va bene va bene veniva fuori a fine 2011 e ne hanno già scritto a destra e manca, ma ormai dovreste sapere che ci piace sperimentare prima e parlarne poi. Torniamo a Propaganda allora. Un progetto sui generis per Roma – e ora capirete il perchè – che spunta fuori da estri di moda, musica, gastronomia e porta firme di rilievo: dj Giancarlino, Maurizio Bistocchi di Reply Store, udite udite Arcangelo Dandini per la consulenza in cucina e Stéphane Betmon lo chef pâtissier francese che ha traslocato per l’occasione da Settembrini Caffè qui in via Claudia. E chi lo conosce non dubitiamo stia già pensando ai suoi…no no lo sveliamo dopo! Dunque perché sui generis e di qui perché passarci. Dopo un paio di esplorazioni ci viene da dire: per diversi buoni motivi o se non altro non pochi per non parlarne. La formula. E’ aperto sette giorni su sette da pranzo a notte fonda, accompagna l’ora del pranzo, il the pomeridiano (selezione Mariage Frères anche se ahiahi in bustine), l’aperitivo, cena e dopocena. Difficile per Roma, eppure da Propaganda – e in pochi altri locali in città – succede. E l’offerta all day riempie le pagine di un menu-giornale, che un po’ ti stordisce e un po’ ti ammalia per il formato. Esilarante....

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La Campana – a suon di turisti?

Era davvero archiviato in fondo alla memoria il ricordo dell’ultimo tempo trascorso alla Campana. E’ non che sgomitasse per riaffiorare. Poi incappiamo in un gran parlare nel web, anzi per esser precisi in ripetute citazioni come imperdibile e genuina sosta in centro. E diventa così un dovere verso i lettori, oltre che una curiosità, capire se quell’ultimo ricordo un po’ sbiadito ha riacquistato luce. Di luce, anzi di caldo, ce ne è tanto quel giorno di inizio estate in cui decidiamo di pranzare qui. Alla ricerca dello scampanìo! Fuori un’afa insostenibile, per le vie una Roma da far west. Facciamo ingresso nel locale nel cuore del centro storico capitolino, tutto è praticamente rimasto “immobile”: gli arredi classici delle salette, il carrellone porta antipasti e contorni  e il banco frigo-mercato che espone frutta, verdura, pesce e qualche pietanza (dolci per esattezza). Il locale è semi-deserto, solo qualche tavolo è occupato da turisti. E sempre turisti sono quelli che si affacciano a chiedere informazioni sull’uscio. Dopo un attento giro sulla carta tra piatti prevalentemente di pesce – e un po’ annoiati da quel sentirci proporre preparazioni a base di carciofi (si saranno pure freschi ma sempre francesi sono, di stagionalità tricolore nulla hanno e proprio non ci vanno!) – scegliamo delle orecchiette con vongole e pomodorini e dei tonnarelli con alici e pecorino. Alle prime non riusciamo a perdonare la sabbia (troppa!) nel piatto; ai...

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