Categoria: Cucina Tradizionale

Fattoria di Fiorano – il buono, il bello e il biologico alle porte di Roma

Scrivere di Fiorano, della fattoria biologica di Fiorano ci mette davvero buonumore. Anzi a dirla tutta ci rende contenti, fieri di essere di queste parti. Per una serie di motivi. Le intenzioni e i principi sono proprio buoni e genuini, come piacciono a noi. A un certo punto le tre sorelle Antinori, nipoti del Principe che svariate decine di anni fa ereditò i terreni di Fiorano, hanno deciso di recuperare un “pezzo” della loro storia. Non più tardi del 2011 un recupero che ha messo in fila: il pregiato e fregiato vino Fiorano non più prodotto per anni, uno degli edifici storici...

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La Campana – a suon di turisti?

Era davvero archiviato in fondo alla memoria il ricordo dell’ultimo tempo trascorso alla Campana. E’ non che sgomitasse per riaffiorare. Poi incappiamo in un gran parlare nel web, anzi per esser precisi in ripetute citazioni come imperdibile e genuina sosta in centro. E diventa così un dovere verso i lettori, oltre che una curiosità, capire se quell’ultimo ricordo un po’ sbiadito ha riacquistato luce. Di luce, anzi di caldo, ce ne è tanto quel giorno di inizio estate in cui decidiamo di pranzare qui. Alla ricerca dello scampanìo! Fuori un’afa insostenibile, per le vie una Roma da far west. Facciamo ingresso nel locale nel cuore del centro storico capitolino, tutto è praticamente rimasto “immobile”: gli arredi classici delle salette, il carrellone porta antipasti e contorni  e il banco frigo-mercato che espone frutta, verdura, pesce e qualche pietanza (dolci per esattezza). Il locale è semi-deserto, solo qualche tavolo è occupato da turisti. E sempre turisti sono quelli che si affacciano a chiedere informazioni sull’uscio. Dopo un attento giro sulla carta tra piatti prevalentemente di pesce – e un po’ annoiati da quel sentirci proporre preparazioni a base di carciofi (si saranno pure freschi ma sempre francesi sono, di stagionalità tricolore nulla hanno e proprio non ci vanno!) – scegliamo delle orecchiette con vongole e pomodorini e dei tonnarelli con alici e pecorino. Alle prime non riusciamo a perdonare la sabbia (troppa!) nel piatto; ai...

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Paris in Trastevere – a tavola con la “tradizione”

A chi frequenta il settore la notizia non sarà di certo sfuggita: questi sono i giorni del nuovo evento Restaurant Week a cura di DiningCity! Risale a qualche mese fa l’avvio dell’iniziativa in Italia (su Roma e Milano) con la prima edizione. In quella occasione non poche erano state le critiche apparse sul web, ma come spesso accade è il tempo che allena e consolida una nuova formula. Scegli e prenoti on line uno dei ristoranti in lista (gli elenchi giornalieri non sono sempre gli stessi, qui quello dell’ultima giornata di domani) per una cena a 25€ a persona, bevande escluse. Per essere precisi diventano 35€ se il “luogo di culto” in cui si ha intenzione di dirigersi ha un punteggio maggiore di 75 sulla guida del Gambero Rosso o si sommano 10€ per ogni stella Michelin. Vabbè vabbè tutto chiaro, tutto noto, già sapete…andiamo oltre. Qualche settimana fa si sono aperte le danze: un’occhiata ai ristoranti in elenco ed ecco lì che compare Paris (classe 35€ per Restaurant Week, il GR lo quota 77). Ci diciamo “ah si Paris a Trastevere…è un po’ che non passiamo chissà se è sopravvissuto tra i pochi indirizzi di riferimento a Trastevere…“. Di lì il passo è breve e ci ritroviamo a tavola nella sala principale. Aria “antica”, arredi classici, grossi lampadari, imponente camino e alti soffitti a cassettoni:  tornano alla mente...

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Sibilla a Tivoli – tradizione d’autore a firma Baldassarre

Scrive chi era pazzo delle creazioni del Tordo Matto di Zagarolo, che prendevano forma dalle mani dello chef Adriano Baldassarre… Scrive chi era invaghito del suo cappuccino di baccalà (con crema di patate e bottarga di tonno)… Scrive chi ne era talmente incantato da usare le cene degustazione come “buono regalo” verso amici e parenti, perchè potessero conoscere la poesia che usciva dalle cucine e che tutto permeava… Poi ad un certo punto il Tordo Matto ha chiuso e la passione per quei sapori è rimasta un ricordo gelosamente custodito. Ci ha pensato il Ristorante Sibilla a Tivoli a risvegliarla qualche tempo fa, richiamando alle cucine Adriano. Che dire, una combinazione difficilmente replicabile: estro e mano di un giovane talentuoso chef esercitati in una location suggestiva, un palazzo ben conservato – negli esterni e negli arredi – del 1700 che se ne sta nella cittadella medioevale di Tivoli tra antiche rovine di templi romani, cascate e resti di una Villa papale. Dehor e finestre si affacciano direttamente su Villa Gregoriana. Per un po’ abbiamo osservato da lontano come Baldassarre personalizzava l’offerta della Sibilla. Quei tocchi così tradizionali e romani, che si scorgevano nelle citazioni di guide e articoli, ci sembravano tanto distanti dalle creazioni a cui ci aveva abituato al Tordo. Complici però i post di Linguini e Daniela senza panna ci siamo riaffacciati per un pranzo della domenica. Si è così schiusa sotto i nostri occhi – e alle nostre papille gustative – una...

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Tavole Romane, alla ricerca di tutto il Buono di Roma – Da 7 anni!

La Mappa del Gelato

Mappa del Gelato Artigianale a Roma

La nostra Top30 delle gelaterie artigianali di Roma

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