Mese: marzo 2011

L’Asino d’oro – territorio chiama creatività risponde

NEW! Tavole Romane è tornata in visita: leggi gli aggiornamenti seguendo il link E Asino d’oro fu! Dopo averne letto a lungo in ogni dove ci siamo finalmente decisi a sperimentare la cucina di Lucio Sforza. Si si avete capito bene non avevamo ancora mai avuto il piacere di assaggiarne le creazioni, nè ai tempi in cui in terre umbre gestiva “La Volpe e L’Uva” nè quando “L’Asino d’oro” già risiedeva a Roma in zona Montesacro. Ci è voluto il trasloco nel Rione Monti e il tanto “rumore” che c’è stato sul web per l’occasione (Mr Puntarella più in inglese Katie ed Elizabeth per citare alcuni “blogger” tra i nostri preferiti) a farci incamminare! Ma ora è con certezza e anche con rammarico che ammettiamo di aver perso tempo nel non esserci decisi primi. Certo una rondine (ops una cena!) non fa primavera (ops piena affidabilità di giudizio!), ma la sensazione che ci si trovi in un posto fuori dal comune è forte e non fatichi a credere che qui è primavera tutti i giorni. Ma dunque procediamo con ordine. Il locale è nel cuore del Rione Monti, nel cuore di quell’affascinante dedalo di strade in sampietrini che proprio il cuore ti ruba ogni volta che ci capiti a passeggiare. Due vetrate senza pretese e incorniciate da ferro battuto su strada: riconosci che sei arrivato perchè si intravede un...

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Brasserie 4:20 – “mangia e bevi” a base di birra artigianale

Dici “Porta Portese” e pensi irrimediabilmente al mercato domenicale di Roma che da decenni prende vita ai piedi dell’omonima porta e si estende per il primo tratto di via Portuense. Se poi sei un appassionato del genere ti viene in mente anche Baglioni versione anni ’70 che canta il mercato in un suo celebre pezzo. E non finisce qui, perchè se frequenti la Capitale Porta Portese evoca anche il ricordo di carta stampata, quella del famoso giornale (martedì e venerdì in edicola) dove tutto si compra e tutto si vende. Insomma Porta Portese è una sorta di istituzione, una celebrità. E proprio qui qualche tempo fa si sono concentrati progetti di riqualificazione urbana, che sono riusciti a incentivare le aperture di nuovi locali. Così accanto a storici ristoranti che si affacciano sul Tevere si sono accese le luci di nuovi ritrovi: il 4:20 è una di queste insegne, verde per la precisione. Nella forma è uno spazio incastonato nella sequenza delle porte ad arco collocate sul lato opposto a quello che costeggia il letto del fiume: probabilmente un tempo queste porte altro non erano che ingressi a rimesse e officine. Nella sostanza il 4:20 è un vero esperimento che mette la birra al centro di ogni cosa, anche in cucina. E a giudicare anche dalla costante affluenza l’esperimento è davvero riuscito. Il locale è su due livelli: spazio chiuso al piano strada,...

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Luppolo e Farina – pausa pranzo e aperitivo con birre artigianali

Quando ha aperto qualche mese fa (era fine novembre) ci siamo detti: finalmente qualcuno che ha il coraggio di fare un po’ di rumore nell’offerta gastronomica di questo quartiere! Siamo a Montagnola nei pressi dell’Eur, a pochi passi dalla rotonda di piazza del Caravaggio, una zona ancora poco frequentata la sera e nel weekend ma molto animata all’ora di pranzo causa i tanti uffici che la popolano. Complice un passaparola di alcuni colleghi, a pochi giorni dall’apertura ci siamo ritrovati da Luppolo e Farina per il pranzo. I nostri amici facebook se ne saranno accorti! Da quel giorno – attratti dalla valida offerta e dai prezzi competitivi per il quartiere – siamo tornati varie volte, ma ci eravamo ripromessi di scriverne solo dopo aver sperimentato anche il loro aperitivo a base di birre artigianali. E pochi giorni fa è capitato… Passiamo dunque al locale. Le ampie vetrate su strada lasciano intravedere l’interno: una trentina di coperti, arredi moderni tra legno e ferro battuto e colori chiaro-scuri che si alternano. Varcato l’ingresso scorrevole ci si imbatte in un lungo bancone a “L” che inizia a destra con esposizione di pizza e finisce con portate calde, passando per fritti e spine. A sinistra (rispetto all’ingresso) sono sistemati tavolini scuri, sedie con seduta bianca e qualche divanetto a parete. Tutto intorno sui muri si inseguono bottiglie di birra a scaffale e pannelli artistici. L’offerta è fatta perlopiù di pizza (alla teglia, alla pala e...

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Una nostra selezione di ristoranti e altri locali per celiaci

Negli ultimi anni abbiamo imparato a familiarizzare sempre più con il termine celiachia e derivati, vuoi perchè amici o parenti si sono riscoperti intolleranti al glutine, vuoi perché è aumentato il numero di prodotti gluten-free a scaffale nelle farmacie e nei supermercati (e non puoi fare a meno di notarli!) o vuoi ancora per il numero crescente di ristoranti e affini che hanno iniziato a dedicare menu o singoli piatti ai celiaci. E così anche con i preziosi suggerimenti della nostra amica Carla (che ringraziamo!) abbiamo deciso di “confezionare” un omaggio per i lettori che convivono con questa forma di intolleranza alimentare. Una selezione di gustosi indirizzi…perchè si può mangiare con gusto anche senza glutine! Tutti i locali riportati sono inclusi nel network Associazione Italiana Celiachia. 1. Al Settimo Gelo. Partiamo con il Gelato, quello naturale e attento alle materie di stagione. A questa gelateria va il merito di essere stata tra le prime a Roma ad aver pensato ai celiaci. Indirizzo: via Vodice 21, Prati – Mazzini Tel. 06.3725567 2. Antico Casale La Carovana. Sono più di trenta anni che la famiglia Zaccardi gestisce con dedizione questo ristorante-pizzeria. Ampi spazi interni ed esterni lo rendono particolarmente adatto a festeggiare compleanni e altre occasioni. Indirizzo: via di Vigna Pia 33, Portuense Tel. 06.5577758 3. Caffè Universale. Affaccia su una delle piazze più suggestive di Roma. L’offerta del locale cambia volto con il passare della giornata: da cappuccino e caffè del mattino ad...

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Pizzarium – a taglio…con lievito madre e farine macinate a pietra *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche. Ormai la voce si è sparsa: i clienti abituali e chi bazzica nel settore già sanno. D’altronde Bonci fa notizia e le notizie su di lui vanno veloci… “questa pizza con impasto nuovo, misto cereali, enkir e farro è superiore ai ricordi e alle aspettative” – “Ho assaggiato e mi sono messa in ascolto… ed è stata una sinfonia!!” (Daniela Senza Panna) “La meta era il rinnovato Pizzarium di Gabriele Bonci […] l’indirizzo della più buona pizza al taglio del pianeta e degli altri universi limitrofi” (S. Bonilli) “Ok, lo ammetto merita. Meritava andare fino là, meritava pagare quel prezzo” (Ma che ti sei mangiato?) “pizze dall’impasto inimitabile (ormai un 100% farro) con condimenti che mi hanno elevato ad indefinibili vette di piacere” (Lorenzo Linguini) Cosa c’è di nuovo? Dopo aver chiuso le saracinesche per diverse settimane, praticamente un mese fa (era l’8 febbraio e Katie Parla puntalmente ne parlava) Pizzarium ha riaperto i battenti con somma gioia di tutti gli affezionati. Perchè aveva chiuso? La pizza è sempre la stessa? Cosa ha fatto Bonci nel frattempo?…ecco si ora rispondiamo a tutto! O almeno ci proviamo. Nel periodo di chiusura gli interni di Pizzarium – sia lo spazio vendita sia la cucina  sul retro – si sono “rifatti il look”: il bancone si è spostato sul fondo; la cassa è...

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